da “La Sicilia.it”
SIRACUSA – Prime condanne nell’ambito dell’operazione contro la pedofilia denominata “Video privè”, che nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati. Il Tribunale di Siracusa ha inflitto un anno e sei mesi di reclusione ad uno dei tre sacerdoti indagati, un prelato che dirige un istituto cattolico di scienze religiose a Bressanone, tale Rigger Hansjorg (Decano dello studio Teologico accademico), che dovrà risarcire l’associazione “Telefono Arcobaleno”, parte civile nel processo.
Ha retto l’impianto accusatorio del procuratore aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano e del sostituto Antonio Nicastro ed è stata efficace la ricostruzione dei fatti operata dal responsabile del Nucleo investigativo telematico che da alcuni anni svolge le investigazioni telematiche contro la pedofilia on line. Il blitz “Video privè”, scaturito dalle denunce presentate da “Telefono Arcobaleno”, aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia.
L’indagine aveva avuto a oggetto un sito Internet italiano che generava centinaia di contatti giornalieri da tutto il mondo, al quale era possibile accedere solo da parte degli utenti in possesso della password. Il Tribunale di Siracusa ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato, la distruzione delle immagini pedopornografiche rinvenute nell’abitazione del prelato che, oltre alla reclusione, è stato condannato anche al pagamento di una multa di 2mila euro.
Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, Giovanni Arena, presidente di Telefono arcobaleno, l’associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia, parte civile al processo. “Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede – ha detto Arena – se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente”.
“In Italia – ha aggiunto – sono diversi i casi di sacerdoti condannati o in attesa di giudizio, da undici anni lottiamo per far emergere i casi di abuso sull’infanzia, ci confrontiamo quotidianamente con il sommerso e con la diffidenza delle vittime o di coloro che vorrebbero ma non denunciano, andiamo nelle scuole a parlare di diritto e di giustizia a bambini, lottiamo per il rispetto dei loro diritti come riconosciuti dalla Convenzione Onu che si ricorderà il prossimo 20 novembre”.
“Il tanto atteso giro di vite contro la pedopornografia online è arrivato – conclude il presidente di Telefono arcobaleno – oggi è reato non solo inserire immagini pedofile online ma anche il collegamento a pagamento a siti ospitanti immagini pornografiche di minori. Lo ha confermato martedì scorso, la Terza Sezione della Corte di Cassazione con la sentenza con la sentenza 41570″.
La Curia diocesana di Bolzano e Bressanone “apprende con dolorosa sorpresa la notizia della condanna di don Hansjoerg Rigger. Pur non entrando nel merito della sentenza della quale non sono ancora note le motivazioni” – dice una nota – la curia “auspica che in seconda istanza sia fatta piena luce sulla vicenda, tenendo conto della buona fede e delle rette intenzioni del sacerdote”.
“Questo doloroso momento sia vissuto dalla comunità diocesana in comunione di preghiera e solidarietà”, dicono nel comunicato i vicari generali Giuseppe Rizzi e Josef Matzneller.
Poiché non si conoscono i nomi degli altri due preti scovati nei siti pedofili (complice una stampa allineata agli interessi vaticani) e poiché i processi si tengono a Siracusa, perché non provate a scovare e denunciare all’opinione pubblica questi altri due preti?
Ho letto che don Fortunato di Noto è indagato a Catania per falso. Ne sai qualcosa?
2007-11-17 12:02
Don di Noto indagato per falso
Diffuse notizia tendenziosa incassando solidarieta’ politica
(ANSA) – CATANIA, 17 NOV – Perquisita dalla GdF la sede di Avola dell’associazione antipedofilia Meter e indagato per falso il presidente don Fortunato di Noto. Secondo la Procura di Catania il sacerdote il 6 novembre,dopo un furto di 100 euro nella sede di Meter,avrebbe diffuso la ‘falsa e tendenziosa notizia’ che era stato un raid vandalico,un grave gesto intimidatorio ai danni di un’associazione fortemente esposta nella lotta contro la pedofilia.E aveva incassato immediata solidarieta’ da politici e istituzioni.