|
Nel 305, durante la persecuzione di Diocleziano, Gennaro, vescovo di Benevento, venne decapitato presso le solfatare di Pozzuoli. Destinato “ad bestias”, cioè ad essere dato in pasto alle belve durante uno spettacolo circense, ma a causa del ritardo di un giudice, Gennaro fu destinato ad una dipartita più veloce e assai meno cruenta: la decapitazione. Sono sicuro che questa è una invenzione. Capisco quelle povere bestie: per digerire uno come lui ci vorrebbe un metro cubo di bicarbonato! Con lui fu decapitato anche san Sosio che fu in alcune occasioni suo consigliere. Sosio nacque a Miseno nel 205 quindi quandò subì il martirio aveva appena cento anni. Andiamo avanti; una donna raccolse il sangue di Gennaro in due ampolle delle quali si perse traccia. Un secolo dopo, nel 431, in occasione della traslazione delle reliquie del Santo da Pozzuoli a Napoli, un’altra donna ( e ci mancava che fosse la stessa ) presentò le due ampolle affermando che contenevano il sangue coagulato del martire. Come per provare la sincerità della donna, (ammesso ce ne fosse bisogno ih!, ih!, ih!), il sangue si liquefò o si liquefece, non lo so, ma come lo fece fece, lo fece all’improvviso sotto gli occhi del vescovo e della folla riunita ad assistere alla cerimonia di traslazione. Il miracolo, da allora, si ripete ogni anno in una delle date legate al santo ( ogni giorno a casa mia col checiap ): la vigilia della prima domenica di maggio (data della traslazione, come dice la chiesa ma bastava dire il primo sabato di maggio , era più facile ma meno efficace ), il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione vesuviana del 1631 durante la quale i napoletani invocarono il santo a protezione) e il 19 settembre (data del martirio). Il fenomeno, che si ripete anche nella pietra porosa, impregnata del suo sangue, nella chiesetta di Pozzuoli, non ha tuttora avuto una spiegazione scientifica: la scienza stessa lo definisce prodigioso tranne forse Margherita Hack. Affidandosi all’intercessione del loro patrono, i napoletani, sono stati salvati dalla fame, dalla peste, dalla lava del Vesuvio, e, chi più ne ha più ne metta, dai terremoti. Cito: Francis Crick, scopritore del vaccino antivaioloso; Pasteur, scopritore del vaccino antirabbico; Fleming, scopritore della pennicilina; Albert Sabin scopritore del vaccino antipoliomelitico. Questi ultimi da me citati non sono saliti agli onori degli altari. Gennaro, insieme a tanti altri, scopritore dell’acqua calda, è santo ed è protettore degli orafi e dei donatori di sangue ed è patrono anche di Benevento, Sassari e Torre del Greco.
|