Anche Gesù era razzista e xenofobo.
Dicembre 5, 2007 di UAAR CATANIA
Bella segnalazione di Pietro Ancona

Anche nei vangeli si ritrova con forza il razzismo ebreo contro tutte le altre razze inferiori. Certo, nulla a che vedere con i fasti del vecchio testamento, ma perfino nel fulcro della rivoluzione evangelica, esso resta chiaramente riconoscibile.
Matteo, 15,21
La Cananea. Partito di là, Gesù si ritirò nelle regioni di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna cananea, originaria di quei paesi, gridava: “Abb pietà di me, signore, figlio di Davide; mia figlia è duramente vessata dal demonio!”.
Ma eglio non le ripsode neppure una parola. Avvicinatisi i discepoli, lo pregavano: “Esaudiscila, perchè sta gridando dietro a noi”. Egli rispose; “Non sono stato mandato se non alle pecore disperse della casa d’Israele“. Ma essa venne a prostrarsi davanti a lui e disse: “Signore, soccorrimi!”. Ed egli: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cani“. Ma ella disse: Si, signore, ma anche i cani si nutrono delle briciole che cadono dalla mensa dei loro padroni”.
Allora Gesù rispose: “O donna, grande è la tua fede! ti sia fatto come tu vuoi”. Da quel momento sua figlia fi guarita.
Il tutto si traduce quindi in un tremendo giudizio razzista di Gesù, che non ritiene una madre disperata e la figlia bisognosa degne dell’aiuto di Dio, semplicemente perchè non appartenenti ad israele, ed anzi Egli paragona tutti i non israeliani a dei cani. Solo dopo l’ammissione della donna del suo stato di cagna, Gesù, apprezzando evidentemente la sua sottomissione canide, decide di esaudirla.
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