E’ stato condannato a sei anni dal tribunale
bolognese il prete pedofilo di Ferrara per fattacci
compiuti in una scuola, scoperti da due insegnanti per
licenziate.
La subentrata direttrice e le stesse docenti, nel
frattempo riammesse, al ripetersi di tali
comportamenti segnalano il tutto al vescovo Vecchi che
invita loro ad avere comprensione per un prete malato,
e che per lui l’incontro non sarebbe mai avvenuto.
Interrogato dal giudice il Vecchi ha dichiarato di
non ricordare nello specifico l’incontro.
Il santo faraone si appresta a recarsi in America
per occuparsi delle numerose violenze sessuali
compiute da religiosi, già denunciate e condannate.
A parte la consumata tattica propagandistica di
annunciare reprimenda, per alleggerire la
responsabilità di una pratica diffusa, coperta e
generata dall’innaturale obbligo di castità e dalla
repressione del sentimento sessuo-amoroso dei minori
nei seminari, ma al pastore tedesco consigliamo di
passare prima da Ferrara e premiare il Vecchi.
Consigliamo anche all’avv. Introvigne, l’illustre
giurista, difensore dell’onorabilità della
popolazione ecclesiastica, adusa agli insopprimibili
viziwtti extra-ordinem, di annotare ben l’entità del
fenomeno, che nelle conferenze in giro per l’Italia,
come da ultimo a Lecce, ne minimizza la portata, tanto
strombazzata dalle forze anticlericali.
Un motivo per i circoli ed i soci a tenersi
preparati in eventuali confronti sul tema.
Giacomo Grippa, Uaar unione degli atei e degli
agnostici rezionalisti, circolo Lecce